Socialità in rete e gratificazione

  • Condivisione sui social
    • Natura della gratificazione
    • Like e riconoscimento
    • Affermazione del proprio essere

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Foto elaborata con i filtri dello smartphone -via del bigolo a Padova

Pubblicare foto e le proprie opinioni nei social networks equivale spesso a condividerle con chiunque. E produce gratificazione a chi lo fa.

C’è chi è appagato al solo atto di condividere qualcosa con un pubblico immaginato. E chi invece si gratifica con le risposte e le reazioni al proprio contributo.

Ogni like genera una reazione mentale di natura chimica: diventa dipendenza per questo?

La chimica mentale

La chimica dipende dall’attivazione nel cervello di una rete di neuroni in comunicazione grazie al neurotrasmettitore dopamina. Tale sostanza è coinvolta nel movimento e nella memoria, nell’attenzione e nella regolazione di funzioni legate alla motivazione.


Tratto da: C’è da perderci la testa di Marta Dell’Angelo e Ludovica Lumer. Ed. Laterza

In un sistema neurale, in particolare, regola i processi di gratificazione e piacere associati a stimoli desiderabili, legati a comportamenti e assunzione di sostanze.

La dopamina è coinvolta nel controllo di funzioni fondamentali per il comportamento emozionale, come per esempio l’avvicinamento a un obiettivo.

Sistema mesolimbico – La dopamina é rilasciata nel sistema di ricompensa cerebrale in risposta ad uno stimolo importante per l’adattamento. Esso è unito alla gratificazione e alla sensazione di piacere. Il piacere rappresenta il vissuto affettivo che motiva la ripetizione dei comportamenti associati a quel piacere stesso.

Like e significato

Come può sembrare ovvio, non è il like di per sé ad essere codificato dal cervello come uno stimolo gratificante. Bensì il suo significato, il senso e le implicazioni che il like può riversare nella vita di chi lo riceve.

È chi lo riceve che gli attribuisce un significato. In base a quello i circuiti del sistema cerebrale coinvolto, eventualmente, rispondono con un aumento del tono del neurotrasmettitore. Questo produce la sensazione di piacere e costituisce l’effetto di rinforzo, infatti motiva la ripetizione del comportamento.

Diventa dipendenza, possibilmente, se non hai altri modi per gratificarti.

Illustrazione di una T-shirt

Questo significato è anche indotto dal contesto culturale e del social network, infatti il like è altamente significativo in tale contesto, essendo una fra le azioni possibili di riscontro, insieme al commento e al messaggio.

Il desiderio di esporsi e di mostrare il proprio io emergente, vale a dire quella parte riflessa dagli altri, dal loro sguardo e dalle loro risposte è la ricerca di un riconoscimento.

Così, attraverso una foto scattata a un paesaggio, a una pietanza prelibata, a una tavolata di amici o a una posa lasciva, si afferma il proprio essere.

Dall’esposizione al pensiero condiviso

L’attività di pensare che, secondo Cartesio, accertava il proprio essere –Cogito ergo sum (penso quindi sono)- è stata sostituita dall’esposizione in rete? si chiede un filosofo contemporaneo mentre afferma il proprio essere attraverso l’esposizione arguta della propria opinione su un social network.

René Descartes – Cartesio (1596-1650)

Veniamo alla domanda: l’esposizione sostituisce l’attività di pensiero? Risponderei di no, anzi direi che la stimola. Si tratta di un sistema attuale d’interazione.

Io non so chi sei o dove, eppure quando apro la ‘rete’ sul mio smartphone leggo un tuo scritto e mi viene voglia di risponderti, di attivare il mio pensiero e la mia capacità espositiva, di recuperare le memorie cristallizzate e contribuire a un’attività di pensiero condiviso, in questo salotto virtuale, rendendo il social network un luogo anche interessante (per me).

Autore: Dott.ssa Giulia Portugheis

Laurea Magistrale in Psicologia, Master in Neuropsicologia Clinica, Specializzazione in Psicoterapia Interattivo-cognitiva

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