Immaginare in negativo per non restare delusi

  • In attesa degli eventi sai scegliere lo stato d’animo adatto?
    • Modi diversi di attendere e conseguenze possibili
    • Le attese amorose
    • Scegliere il proprio stile

Lettura: 3 minuti e 30′

È una strategia consapevole quella di immaginare il futuro sfavorevole di un evento?

Quando, per esempio, si aspetta il risultato di un esame con grande apprensione, immaginando tutte le conseguenze spiacevoli di un esito indesiderato. Si amplifica così la sensazione della catastrofe imminente.

Questo procedimento di pensiero potrebbe alleggerire una realtà successiva meno grave di quella immaginata. Prepara ad accogliere con gratitudine ogni notizia che, a confronto, diventa positiva.

L’effetto immediato, però, è quello di causare intensi vissuti di paura, preoccupazione e ansietà.

Chi mette in atto questo stile di condotta in situazioni che richiedono al presente di stare in sospeso, in attesa, lo fa in modo strategico? Oppure racconta la strategia a posteriori per giustificare l’irrazionalità delle proprie paure?

Diversi modi per gestire le attese

Altri stili di condotta anticipatoria, vale a dire il modo in cui s’immagina il futuro di un evento in attesa di svolgersi, possono creare situazioni emotive con conseguenze non meno critiche. Per esempio, immaginari fantastici ed entusiasmanti possono far poi sfigurare la realtà, producendo delusione inevitabilmente. 

Uno stile di condotta è adeguato se permette di raggiungere gli obiettivi di benessere, se fa star bene, se risponde ai bisogni soggettivi, che possono variare da una persona all’altra.

Prendiamo il caso di un uomo, marito e padre di quattro figli: ogni volta che si sottopone ad un’analisi del sangue immagina di avere una malattia incurabile. Il suo stato d’animo estremo, ogni volta viene condiviso con la famiglia, la quale si sente afflitta dalla preoccupazione che ne scaturisce e subisce le situazioni.

In questo caso i bisogni di benessere non riguardano soltanto lo stato d’animo dell’uomo in questione, ma anche quello della sua famiglia.

Per valutare gli obiettivi di benessere e l’adeguatezza di uno stile di condotta è necessario avere una prospettiva sufficientemente ampia, così da fare un bilancio complessivo.

In fin dei conti, spetta alla persona stessa l’ultima parola sul proprio agio nell’esercitare un certo stile di condotta, nelle situazioni d’incertezza sul futuro.

Diversi tipi di attese…

Qualcuno che si prepara, per esempio, per un  incontro galante. Prendiamo il caso che sta per incontrare una persona conosciuta da poco e accompagna questa lieta attesa con immaginari che possono spaziare, a seconda dei gusti :

  • coronamento di un desiderio romantico – come può essere, per alcuni, un matrimonio o la formula delle favole “vissero felici e contenti” –
  • rappresentazione di scenari erotici
  • appagamento del desiderio di esibire le proprie doti davanti a occhi incantati
  • fantasia di sorprendersi ancora di fronte ad un altro essere umano.

Chi più ne ha più ne metta.

Così facendo si può creare un’aspettativa gloriosa, che rischia di crollare rovinosamente entrando in contatto con la realtà esterna, quella degli altri.

Non appena sarà pronto a vederla.

Perché a volte si fa anche questo, si proietta sul malcapitato un bel film, gli si attribuiscono i propri valori, trovando conferma da piccoli segni e poi in linea con questi ci si aspetta il suo comportamento.

I segnali sembrano così chiari che oscurano tutto quello che non collima con l’aspettativa. In questo modo non si vede chi si ha di fronte.

Ma su questo si può trattare un argomento a parte.

Aspettative gloriose e realtà

Le possibilità, quindi, sono due:

  • aspettativa gloriosa e realtà dell’incontro non collimano;
  • aspettativa gloriosa e realtà dell’incontro collimano in parte, ridimensionando un po’ la gloria e diventando ciechi e sordi a tutto ciò che è incongruente con l’aspettativa, cioè quello che non corrisponde alle aspettative non lo si vede.

La possibilità che aspettativa e realtà coincidano completamente è da escludere. Sentire questa coincidenza, tuttavia, può essere molto utile per dare una misura di quanto ci si stia ingannando nel guardare e sentire l’altro, appena conosciuto.

Più il sentimento è intenso e sorprendentemente immediato più probabilmente ci si sta ingannando.

In ogni caso, la delusione è dietro l’angolo. Salvo per l’amore a prima vista che qualcuno dice esistere, voglio credergli.

Profezie che si avverano

Se volessi immaginare qualcuno che adotta lo stile di condotta anticipatoria “catastrofico”, descritto per primo, nella situazione dell’incontro galante prevedo profezie che finiranno per avverarsi prima o dopo, generando nel contempo un’altalena di sentimenti contrastanti.

In tutti i casi considerati è probabile che non stia bene nella relazione, se non per qualche istante e che condizioni l’incontro con l’altro e la relazione:

  • aspettativa catastrofica e realtà dell’incontro non collimano: l’incontro va bene, cosa succede però non appena il partner è lontano? un’infinità di occasioni possono generare fantasie di disinteresse, di tradimento, di perdita.
  • aspettativa catastrofica e realtà dell’incontro collimano in parte, ridimensionando un po’ la “catastrofe” e accettando, almeno inizialmente, qualunque cosa in quanto migliore dell’aspettativa.

Si può scegliere il proprio stile di condotta ?

Certamente, proprio come si può scegliere il proprio abbigliamento.

Se già è chiaro che non abbiamo alcun controllo diretto su molti degli eventi esterni a noi, sarà altrettanto evidente il fatto che possiamo controllare i nostri pensieri e dirigerli e generarli. Quelli più adatti a seconda dell’occasione.

Proprio come, a seconda dell’occasione, scegliamo l’abbigliamento che valutiamo di volta in volta più adeguato a sentirci in un certo modo, a nostro agio, anche a seconda dello sguardo che vogliamo suscitare nel mondo di persone che ci circondano, o in una in particolare.

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Autore: Dott.ssa Giulia Portugheis

Psicologa Psicoterapeuta Neuropsicologia. Laurea, master e specializzazione a Padova, lavora in ambito clinico presso poliambulatori specialistici per privati, enti, associazioni e infortunistiche stradali. Si occupa di consulenza e psicoterapia individuale, di coppia e familiare; di capacità cognitive e difficoltà cognitive, evolutive e acquisite.

2 pensieri riguardo “Immaginare in negativo per non restare delusi”

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